Qui ci deve essere in atto una guerra contro noi stessi e io sono la cavia di qualcosa che è imprigionato nelle mie catene.
Certe volte davvero mi chiedo che cosa sto facendo. Che cosa sto facendo?
Esco dal mondo dei teenager e mi sento che il presente è un attimo e il futuro continua a non appartenermi. Se è solo il passato ciò che ci appartiene quanti attimi devono passare per acquistare un passato migliore?
Io penso sinceramente di non essere qui. Sono da un’altra parte e certi miei voti sono un piccolo disastro.
E io non sono me al quadrato. Sono la radice cubica di me mescolata a quello stronzo di spyware del mio computer.
Mon ordinateur. Sacre bleu.
Adieu.
Fondamentalmente, siamo i prigionieri di noi stessi. Ma è possibile liberarci di ciò che ci imprigiona, coltivando un po’ di autoindulgenza.
Autoindulgenza, non perdonarci qualsiasi cosa.
In caso contrario, sprofondiamo nella solita mania colpevolizzante che che a molti di noi ha rovinato quasi metà della vita.
Mah, sembra una specie di predica filosofica, ma non voleva esserlo.
Ciao.