Rientrata dalla route pasquale, tiro le somme di queste giornate di strada. Le parole e i fatti che portavo con me non mi bastavano più. Mi sembrava che di nuovo qualcosa mi fosse morto dentro e si fosse staccato da me, scoppiavo di rabbia. Allora ho cercate altre parole e altre storie e le ho trovate.
Impossibile ridurre le conclusioni dell’ultima ora a una sola riflessione.
Ogni strada vissuta a pieno, è sempre troppo lunga per essere raccontata, potrei scrivere pagine intere. Si potrebbe scrivere un libro, e qualcosa resterebbe fuori comunque. Potresti scriverne dieci di libri. Potresti non smettere mai di scrivere. Questo, perché esistono più posti e più strade di cui non hai mai sentito parlare che posti e strade che già credi di conoscere.
Difficile soprattutto volgere in un solo discorso dei giorni di “strada mentale”, formati da parole e persone, senza bussola e cartina. In breve direi meditare, soffermarsi, misurarsi, cercare di crescere.
Sarebbe meglio tacere e camminare insieme a lungo, ascoltando le rivelazioni, svelando i segreti.
Le prime volte che abbiamo fatto strada ci hanno mandato dicendoci di non prendere nulla per il viaggio, ne’ bastone, ne’ bisaccia, ne’ pane, ne’ denaro, ne’ due vestiti per ciascuno. In qualunque casa fossimo entrati, là saremmo rimasti e di là avremmo ripreso il cammino. Le prime volte non capii, ma ho capito in seguito, e così è sempre stato. Quanto a coloro che non ci hanno accolti, nell’uscire dalle loro città, abbiamo scosso la polvere dai nostri piedi a testimonianza contro di essi.
Abbiamo cominciato la nostra vita di viandanti senza sapere dove saremmo arrivati, dove saremmo andati.
Ci siamo incamminati e la strada è diventata la nostra casa. Ha costruito i nostri rapporti, ha formato i nostri caratteri e ha domato le mie pene. I sentieri c’insegnano molto, ci scoprono dalle nostre armature.
Camminiamo, noi soli, con lo zaino, sotto il caldo o il freddo, sotto la pioggia e nella stanchezza, La strada ci rivela i nostri limiti, ci mostra le nostre ricchezze, ci conduce alla verità.
Reimpariamo ad osservare, a scoprire i cinque sensi, ad ammirare e a tacere. Vediamo la bellezza che per gli altri è invisibile. Abbiamo diviso l’acqua quando era finita e abbiamo rallentato il passo per aggiustarlo al ritmo del compagno di viaggio.
Valeva la pena di tre giorni di canti gregoriano e di notti fredde. Valeva la pena di prendersi un ora e mezzo del nostro tempo per camminare soli nel bosco, sederci e pensare.
Ho placato la mia ira e ho ritrovato modi di perdonare intorno ad un abbazia del 1100 insieme a 660 persone. Ho ravvivato la mia éspoir e anche l’espérance, la speranza nell’umano e la speranza in qualcosa di superiore alle mie capacità.
Hai fatto un viaggio o una marcia con i boy scout, sapevo che facevi parte di una cosa di queste, dev’esser stato meditativo dico io…
…
In generale la strada è l’unica vera grande maestra sincera della nostra vita, lì c’è tuto quello che si deve sapere, che sia essa vera strada fatta d’asfalto o strada metaforica della nostra vita. Io amo la strada, c’ho fatto le migliori esperienze e azzardo a dire che mi ci sono formato, non molto come tanti altri ma abbastanza. Io prendo la bici e vado, vieni