Le persone sottosotto non cambiano. Mi rifiuto di crederlo.
Mi rifiuto di credere che le persone smettano di uccidere e stuprare bambini e ragazze, mi rifiuto di credere che i membri del Ku Klux Klan si possano curare. Lo rifiuto.
Nonostante il tempo, il passato vincola il presente e a volte anche oggi mi sento partecipe dei discorsi di ragazzi malinconici o di opinione nichilista. Eppure gli ultimi mesi sono la testimonianza del cambiamento di una persona. Del mio cambiamento. Ma l’unica cosa che in tutto e per tutto non è cambiata è il mio cinismo, la mia prudenza e il mio credere nell’amore e la tendenza alla fiducia negli altri. Il cambiamento non si realizza mai in modo sensazionale e romantico, come ho già scritto.
Il cambiamento richiede mesi interi e non cambia mai seriamente nulla.
Imperturbabile come sembro di fronte ai notiziari che riferiscono abusi e omicidi, io auspicherei alla castrazione di tutti i pedofili e gli stupratori e rinchiuderei tutti gli assassini. Ora non mi spaventa la realtà e il non lieto fine. Non mi spaventa la mia morte e non mi spaventa la vecchiaia. Spero solo di arrivarci in modo soddisfacente.
Non ho dimenticato niente, e non sono cambiata molto, ho soltanto imparato ad accettare, imparato ad accettare come ci si aspetta da un adulto che ha rispetto di sé. Certi eventi hanno devastato una parte della mia vita, e malgrado alcune persone siano quasi riuscite a operare su di me una totale lobotomia frontale, le parole “impotenza”, “ingiustizia” e “violenza” mi fanno ancora male. Sono termini abusati che accettiamo e paragoniamo a “male” e altri termini che sono dati per scontati, al punto da essere considerati naturali.
Ho sentito pronunciare tante parole come “perdita” in conversazioni divertite. Questo mi fa male. Certuni non sapranno mai cosa significano: sono disgrazie.
In televisione sentite dire ogni giorno che succedono cose brutte e vi chiedete come sia possibile. Anch’io mi domando come sia possibile che tante persone siano passate attraverso lo stesso dolore che ho sopportato io e come siano passate attraverso dolori più grandi e inimmaginabili, possano avere vissuto quella merda mentale e magari mi passano accanto senza una traccia di tutto ciò negli occhi.
Poi scopri per caso che alcuni dei tuoi migliori amici hanno vissuto vite sconvolte da qualcosa, con la voglia di morire più che di vivere, più di rinunciare che continuare a tentare.
Allora ti rendi conto che sì, più di meta della popolazione è a spasso con qualche ferita, o è morta vivente. Eppure ogni giorno apriamo le tende e guardiamo fuori. Eppure io non ho perduto il mio ottimismo interiore.
La gente che ha vissuto la guerra e la gente che ha vissuto la merda, è riuscita a sopravvivere alla miseria, e noi facciamo altrettanto. Resisto e faccio del mio meglio, perché se non lo facessi certe volte il mondo mi traerebbe nel naufragio. Ho deciso che ne ho avuto abbastanza. Il ricordo di mia nonna, della mia depressione, dei giorni passati nella totale indifferenza, mi fanno tornare a combattere.
Ora non do mai per scontato di non poter riuscire.
Caterina
04 febbraio 22.23
(http://arielkate.spaces.live.com/)
purtroppo al giorno d’oggi le scene di violenza che ci propinano sono così tante che ne siamo quasi assuefatti e difficilmente ci fermiamo davvero a riflettere su un evento che ha sconvolto intere popolazioni, finchè non ci tocca da vicino. stalin diceva “muore un uomo ed è una tragedia, ne muiono mille ed è un fatto storico”. sicuramente cinico, ma anche vero, soprattutto oggi.
matilde
07 febbraio 11.10
(http://matizeta.spaces.live.com/)
le tue parole sono sempre “molto più forti che facili”, per citare il testo di una canzone.
forti ma vere. è la verità che ci sfugge sempre, quella che continuamente cerchiamo nella polvere fumosa del caos.
forse perchè va in coppia con giustizia. e forse l’accettare sta prorpio nel capire che nn esiste verità, e nn esiste giustizia.
però esistiamo noi con la nostra voglia di rimboccarci le maniche=)
(madò martucc con la vecchiaia divento sempre più retorica, tutto questo per dire che mi piace un sacco come scrivi=)=), a quando un libro????)
Astro85
09 febbraio 19.11
(http://astro-85.spaces.live.com/)
Il problema secondo mè non è la violenza o le cose brutte della vita, ma che al giorno d’oggi si fa finta di niente e ci si abitua a queste cose come fossero normali, nessuno ne parla, oppure vedi Cogne, Garlasco, Erba diventano uno show tipo Grande Fratello e sembra sempre tutto una finzione tipo telefilm.