Ore 12,10 di notte.
Ancora vittima di una serata infruttuosa e molliccia mi do parecchio da fare per sprecare inutilmente il mio merdoso tempo.
Da parecchi pomeriggi sono da sola in casa, condividendo il divano con il mio cane e le passeggiate con i fantasmi (ce ne sono di nuovi, quella valle è un bordello). Dato che col passare del tempo i fantasmi non sono più così invadenti (oddio a volte sì), la mia condizione di solitudine sta mutando. Non ho ancora capito in cosa tutto si sta trasformando, ma un cambiamento adesso mi fa piacere. Ho scelto la quiete e starò a guardare e quel succede succede.
Mi ricordo quando ero una bambina e credevo a tutto quello che mi dicevano. Mi ricordo che pensavo che facendo del mio meglio sarei sempre stata più o meno contenta. Questo dimostra quanto fossi stupida.
Poi non è così. Poi tutto quello che si può fare è perdersi nei piccoli particolari del solito lavoro quotidiano, giorno dopo giorno.
Cominciate a cedere.
C’è da pulire la cucina.
Ci sono i piatti da lavare.
Buttare la spazzatura.
Ci sono i piatti da lavare di nuovo.
Ci sono i gerani da annaffiare.
Ripetere.
Facendo così alla loro maniera, ogni cosa nella vita rientra nella voce di una lista. Qualcosa da eseguire. Non puoi che vedere come la tua vita diventa piatta. Non c’è ragione di fare nulla se nessuno ti guarda. Tanto vale restarsene a casa. A divertirsi da solo e a guardare il telegiornale.
Avendo voglia di fare qualcosa di meglio e fare di più che nascondere la verità, riordinare e spulciare elementi dalle liste ho iniziato i compiti. Metto altro ghiaccio nel mio drink. Davvero, la mia vita adesso può ricominciare. Sono libera. E minuto dopo minuto mi allontano dalla prigionia e mi immergo nel futuro. Suicidarmi? Grazie, dico. No, grazie.
Vediamo di non fare le cose troppo di fretta.
Elia
01 agosto 0.40
(http://scenedallafabbricamorta.blogspot.com)
I fantasmi, i nostri più cari amici. Anch’io ti voglio bene.
Elia