Ora i professori ci chiedono di scrivere qualcosa di riflessivo.
La Provinciale Pacchiana ci chiede dei nostri sogni, delle nostre speranze, dei nostri obbiettivi.
Leggo le cose che ho scritto un mese fa. Un anno fa. Cinque secondi fa.
Stando a quello che ho scritto sono poco cambiata. Ma da allora sono successe quattromilacinquecentodiciotto cose diverse.
Chissà se sono una persona costante. Chissà se è un male. Mi piace ancora Dylan Dog.
Mi stanno ancora antipatici gli ignoranti e gli ottusi. Mi piace ancora leggere.
Non sono la ragazza di settembre. Sono la ragazza di gennaio.
Non mi piace scrivere per compito quali sono i miei obbiettivi e cose così.
Quando facevo la quinta elementare dovevamo fissarci degli obbiettivi e non sapevo cosa scrivere.
Mi presentavo in classe ogni giorno, imparavo tutto quello che potevo e prendevo voti quasi perfetti in tutto.
Per me, non sapevo come migliorare. Se potessi rivolgerei qualche domanda molto difficile a quella bambinetta.
Ma mi ha lasciato molto tempo fa. Adesso sono la ragazza di gennaio.
Leggo libri strani e mi piace molto smaniare. Sono la ragazza di gennaio.
Vado a portare fuori il cane e mia madre mi dice di stare attenta alla gente lì attorno.
<Mi raccomando>. <Tranquilla mami, > vorrei dirle <mi porterò dietro i preservativi>
Certe volte penso che sono un po’ troppo aspra.
Sono. La. Ragazza. Di. Oggi.
pow!!